Il giardino segreto: come e quando nasce

Il giardino segreto, di Frances Hodgson Burnett, nasce come feuilleton ovvero romanzo d’appendice; questo significa che è stato proposto prima a puntate, a partire dal 1910, sul periodico americano The American Magazine e, quindi, i primi destinatari a cui la Burnett deve aver pensato per la sua storia furono gli adulti. Il che è piuttosto curioso, visto che in seguito, e tuttora, è considerato un classico della letteratura per ragazzi/e, alla stregua di un romanzo di formazione.

La virata verso il mondo dell’adolescenza e dei giovani lettori si ha nel 1911, quando due diversi editori, uno newyorkerse e l’altro londinese, pubblicarono il volume con la versione integrale del romanzo. A quel punto il successo tra i ragazzi e le ragazze lo dettò il mercato.

In seguito, da che è scaduto il copyright (nel 1987 negli Stati Uniti e dal 1995 in tutti gli altri Paesi), il libro ha conosciuto un’infinità di adattamenti, traduzioni e riedizioni.

 

Varie versioni cartacee e trasposizioni cinematografiche

In Italia sono uscite varie versioni, alcune integrali, altre illustrate e ridotte per bambini, altre ancora a fumetti. Giusto per citarne alcune tra le più recenti:

  • Ed Einaudi, romanzo in versione integrale – 2016.
  • Il battello a vapore, versione integrale, adattata per bambini dai 9 anni in su e a leggibilità facilitata – 2019.
  • Ippocampo, versione integrale e illustrata, con inserti pop-up, mappe, porte e finestre segrete – 2019.
  • Logos, a fumetti in due volumi – il primo del 2022 e il secondo del 2023.

Anche il cinema si è sbizzarrito creando diverse trasposizioni del romanzo. E ne è nato persino un anime, ovvero una serie a cartoni animati di origine giapponese, arrivata in Italia nel 1993 con il titolo di Mary e il giardino dei misteri, che però – va precisato – si ispira al libro della Burnett, ma opera delle variazioni nella trama aggiungendo anche qualche personaggio. La serie, dalla prima messa in onda, non è poi stata più trasmessa in Italia.

 

Di che cosa parla

Il giardino segreto racconta la storia di Mary Lennox, una bambina nata in India da genitori inglesi che non si sono mai occupati troppo di lei, ma hanno preferito riempirla di cose e soddisfare i suoi capricci, facendola crescere viziata e arrogante. Alla morte dei genitori, sopraggiunta per un’epidemia di colera, Mary viene portata in Inghilterra e affidata allo zio, Lord Craven, che vive in un castello nello Yorkshire immerso nella brughiera. La bambina, magrolina, di brutto aspetto e non in perfetta salute, è affidata a una severa governante, la signora Medlock, ma con lei c’è anche la giovane domestica Martha, poco più che una ragazzina, la quale prenderà Mary in simpatia e l’aiuterà ad ambientarsi.

Segreti dentro e fuori il castello

La bambina non ha molto da fare al castello, inoltre lo zio, uomo burbero e scontroso, è quasi sempre in viaggio. Così trascorre le giornate all’aria aperta, girando per la brughiera che, con il passare delle stagioni, si fa ai suoi occhi sempre più bella. E intanto prende confidenza con i luoghi e le persone che frequenta, scopre alcuni segreti dentro e fuori il castello, ma soprattutto s’imbatte in un giardino misterioso, cintato e all’apparenza inaccessibile che suscita subito in lei il desiderio di entrare. Trovata la chiave e la porticina d’accesso riesce a visitarlo e rimane incantata dalla sua bellezza.
Anche le stanze del castello, però, nascondono un mistero: dietro a una porta sempre chiusa si leva un lamento e Mary è determinata a capire da chi provenga e quale ne sia la ragione. Entrerà quindi di nascosto nella camera e farà la conoscenza di Colin, figlio malato di Lord Craven e dunque suo cugino. Come lei, anche Colin è sempre stato assecondato e riverito dalla servitù, il che lo ha portato ad assumere atteggiamenti sgradevoli e dispotici con chiunque. Mary, però, non ha intenzione di lasciarlo fare, gli tiene testa e si conquista la sua simpatia, fino a diventare la sua più cara amica.
E qui mi fermo perché, nonostante la storia sia famosa e conosciuta ai più, non voglio rovinare il piacere di scoprirne gli sviluppi a chi ancora non l’avesse letta e desiderasse farlo.

 

«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire».
(Italo Calvino)

 

Che cos’ha ancora da dire oggi Il giardino segreto?

Ammettiamolo, le vicende, l’ambientazione e il ritmo narrativo de Il giardino segreto rientrano nell’alveo di una letteratura per ragazze/i lontana da quella odierna. Gli sviluppi e l’evoluzione dei libri per l’infanzia e l’adolescenza, negli ultimi decenni, hanno davvero rivoluzionato il modo di concepire i racconti e le narrazioni dedicate a loro.

Eppure, romanzi come questi hanno ancora molte cose da dire ai lettori di oggi, giovani o adulti che siano, perché la loro forza risiede nella capacità dei loro autori e autrici di toccare le corde universali e ancestrali delle emozioni primarie.

Non solo, ma anche le tecniche narrative sono spesso applicate alla perfezione e dietro a un’apparente semplicità e fluidità espositiva, si nasconde in realtà un gran lavoro di regia e di cesello.

Si può sperare che bambini e ragazzi arrivino da soli a godere del modo sapiente in cui un autore è riuscito a strutturare una storia, a caratterizzare i personaggi o a usare il linguaggio?
Forse no, perché alla loro età mancano ancora gli strumenti tecnici e critici per poterlo fare, ma senz’altro è possibile, anzi, auspicabile, parlarne e metterli in evidenza. Raccontare la ricchezza di un libro in tutti i suoi aspetti, far nascere in loro l’idea che un racconto non si esaurisce nella trama che propone, ma è un meccanismo meraviglioso dove ogni ingranaggio può contribuire a renderlo bello, se adoperato bene, o brutto, se usato male.

E in questo, la presenza, come si è visto sopra per Il giardino segreto, di una serie infinita di versioni cartacee e di adattamenti cinematografici può agevolare il confronto, ed essere adoperata come strumento per sollecitare la curiosità di leggere il testo originale e di coglierne l’indiscussa straordinarietà.

Tra gli “ingranaggi” del romanzo della Burnett che funzionano molto bene e contribuiscono a renderlo attualissimo ci sono:

 

I personaggi e la loro evoluzione

Ho ricordato all’inizio, che Il giardino segreto è spesso considerato un romanzo di formazione, perché i suoi personaggi principali, Mary e il cugino Colin, attraverso le vicende che vivono e le esperienze che affrontano, crescono ed evolvono nel corso del racconto.

Ma questo non viene spiegato o messo in evidenza in modo diretto dalla Burnett: semplicemente accade.

Come lettori, ce ne rendiamo conto in divenire, non sapremmo indicare quale sia l’episodio preciso o l’esatta parola, sentita o pronunciata dai cugini, in cui i due varchino la soglia del cambiamento, ma di certo ci accorgiamo che ciò avviene e, alla fine della lettura, lo cogliamo come un dato di fatto.

I personaggi, oltre ad essere in evoluzione, sono poliedrici perché soggetti all’intera gamma dei sentimenti umani. Mary e Colin all’inizio egoisti, indolenti, arroganti e inclini alla solitudine, con il passare del tempo scoprono l’amicizia, il gusto dell’avventura, lo stupore, l’altruismo e la gratitudine.

Imparano vivendo.

 

Il senso di mistero e il fascino dei segreti

Un luogo segreto e all’apparenza inaccessibile, in questo caso il giardino, un misterioso lamento dietro a una porta chiusa sono elementi che, già da soli, accendono l’interesse e creano aspettativa. Brava la Burnett a inserirli nella sua storia, ma ancora più brava nel riuscire a mantenere la tensione narrativa, che segreti e misteri sanno evocare, anche dopo essere stati svelati.
Perché nel giardino, a un certo punto, Mary entra e allo strano pianto riesce a dare una spiegazione ben prima del termine del libro, ciò nonostante il loro sapore arcano aleggia per tutto il corso dell’avventura, poiché quello che ormai è noto al lettore continua a rimanere nascosto a buona parte del mondo adulto che anima il romanzo, il che basta a mantenere viva la fiamma dell’interesse e della complicità.

 

Le descrizioni del paesaggio

La natura, gli animali, le fioriture primaverili, il fascino aspro e sorprendente della brughiera sono altri elementi fondamentali del racconto, così importanti da esercitare un ruolo e diventare essi stessi personaggi della vicenda.

L’autrice li descrive come tali e affida loro il compito di “educare” i ragazzini.

Dalle notizie biografiche della Burnett si ricava che la donna era appassionata di giardinaggio, lo praticava regolarmente e lo considerava un’attività pedagogica e terapeutica: tutto questo emerge da Il giardino segreto, il che, oltre ad essere un tema molto attuale di questi tempi, è da ritenere una trovata efficace per trasmettere valori e messaggi importanti senza passare attraverso l’insegnamento esplicito e moraleggiante.

 

Dal libro

“Che cos’è?” chiese, indicando la finestra.
Martha, la giovane cameriera, appena rialzatasi, guardò e indicò a sua volta.
“Quella?” domandò.
“Sì.”
“È la brughiera,” rispose con un ampio sorriso amichevole. “Le piace?”
“No, mi fa schifo,” rispose Mary.
“Perché non ci sta abituata,” disse Martha, girandosi di nuovo verso il camino. “Sembra troppo grande e nuda, mo’. Ma vedrà che le piace, dopo.”

(Il giardino segreto, di Frances Hodgson Burnett, traduz. Giancarlo Carlotti, ed. Feltrinelli, 2017, pag. 27)

 

 

 

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